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18 aprile 2010 - Catechisti a Orsoleo

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Il Vescovo invita i Catechisti della Diocesi
a vivere una domenica insieme a Lui
nel Santuario di Santa Maria di Orsoleo a Sant'Arcangelo

domenica 18 aprile 2010



La relazione di
don Enzo Appella



SANT’ARCANGELO - Si è tenuta domenica scorsa, 18 aprile, presso il Convento Orsoleo di S. Arcangelo, la giornata di ritiro per catechisti ed educatori diocesani, voluta dal Vescovo Mons. Francesco Nolè. La relazione tenuta da don Enzo Appella era incentrata sul tema “Oltre l’evidenza. L’emergenza educativa e l’appello alla speranza”. In via preliminare, don Enzo, ha considerato opportuno chiarire i termini della questione, scevro da elaborazioni puramente tecniche e facendo chiaro riferimento alle fonti bibliche laddove esse raccontano di un ‘emergenza umana, qual è quella dello smarrimento dell’ordine sociale, scosso nelle fondamenta da uno smarrimento dei valori che sono alla base del processo educativo. Di fronte a questa realtà, però, non è lecito subire né scoraggiarsi, ha ribadito il relatore, perché Dio non fa mancare la sua presenza a fianco dell’uomo. L’analisi del presente educativo, svolta da don Appella, è però dura e implacabile nei confronti della società contemporanea, che rinuncia scientificamente ad ogni tipo di educazione, anzi alla possibilità stessa di un progetto educativo, per imporre un relativismo che ha come fine ultimo quello di trasformare l’uomo in utente consumatore. Davanti a tutto ciò, chiede don Enzo alla platea di educatori e catechisti, se la chiesa possa mai rinunciare a svolgere la propria missione profetica ed educativa. A questo scopo egli pone come modello di educatore la stessa Santa Trinità. Gesù che passava “beneficando e sanando tutti”, lo Spirito Santo con la prima comunità ecclesiale e Dio Padre con il popolo di Israele. Con esempi e compagni di strada di tale livello, dunque, è praticamente impossibile rinunciare alla propria missione educativa. Al centro di questo rinnovato impeto deve esserci, secondo don Enzo, il recupero della concezione dell’uomo in quanto persona, il superamento di una considerazione meramente biologica dell’essere umano e la restaurazione di un umanesimo che ponga al centro l’uomo in quanto creatura pensata e voluta da Dio. Partire da qui, ha concluso, è fondamentale per gli educatori cattolici, in special modo per quanti sono affidatari di un mandato così importante nella Chiesa.

Francesco Addolorato

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