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TESTIMONI DELLA VITA BUONA DEL VANGELO
I religiosi segno di speranza e profezia di luce
TURSI - Martedì 2 febbraio, giornata della Candelora, nella chiesa cattedrale c'è stato un importante evento religioso: la XV giornata per la vita consacrata, dedicata alle suore che vivono e lavorano in diocesi. Il vescovo mons. Nolé ha celebrato, oltre ai sacerdoti di Tursi, con don Giovanni Costanza e padre Vincenzo Cosenza, vicario episcopale per la vita consacrata.
Nell'omelia il vescovo ha sottolineato che la vita consacrata si realizza solo nella comunione. Comunione con Cristo che ha chiamato i religiosi a seguirlo, preghiera della Liturgia delle Ore, lettura personale ed i momenti comunitari di celebrazioni e di fraternità sono al centro della vita dei
religiosi. Poi c'è l'Eucarestia, fonte e culmine della vita del cristiano.
"Il Paradiso sarà una vita di comunione. Noi (consacrati) - ha detto il Vescovo - dobbiamo iniziarlo già in questa vita - ha continuato.
La vita consacrata è fatta di storie personali diverse unite dall'amore di Cristo.
Nei prossimi dieci anni la Chiesa svilupperà il tema della educazione. Significativo diventa allora considerare le religiose e i religiosi "testimoni della bontà di vita che ha come scaturigine il Vangelo".
Un pensiero è stato rivolto a suor Virginia Carrano, delle Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore vissuta a Latronico per 42 anni, dove ha insegnato nella scuola materna.
Ha vissuto fino a 105 anni ed è stata la suora più anziana d'Italia. A fine messa è stata recitata la preghiera dei religiosi e delle religiose, tratta da "Vita Consecrata".
Il teatino padre Vincenzo ha ringraziato il vescovo ed i presenti sottolineando come la presenza delle suore sia una testimonianza per la comunità.
Don Giovanni Costanza ha distribuito ai fedeli alcune copie del libro "La stanza accanto". Ricordi di suor Virginia, scritto da Luca A. Conte.
Salvatore Martire
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