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Comunicazioni sociali di Tursi - Lagonegro - Periodico Dialogo


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Seminario Progetto Policoro

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È l'ora di reagire
Giovani e lavoro in una terra messa a dura prova
Da Agensir - Vincenzo Corrardo

"Un laboratorio di speranza" con cui "educare i giovani a crescere costruendo un futuro degno dell'uomo" ed "esprimere segni di speranza, gesti concreti di solidarietà e reciprocità nella società in cui si vive... forti e consapevoli di una profonda certezza: con Dio nel cuore possiamo andare ovunque". Questo è, per la diocesi di Tursi-Lagonegro, il Progetto Policoro, iniziativa promossa dalla Chiesa italiana come "segno di attenzione al problema della disoccupazione giovanile nel Sud". Negli ultimi due anni la diocesi lucana ha rilanciato il Policoro con una serie d'iniziative di formazione e gesti concreti. In questa direzione va il seminario su "Territorio, giovani e lavoro", tenuto il 28 gennaio al Santuario di Orsoleo di Sant'Arcangelo (Pz), al quale hanno partecipato circa un centinaio di giovani. Durante l'incontro, introdotto dal vescovo, mons. Francesco Nolè, le animatrici di comunità (referenti diocesane), Agostina Iannibelli e Sara Simeone, hanno presentato, tra l'altro, le ragioni dell'esperienza ecclesiale del Progetto Policoro. In queste iniziative, spiega don Giovanni Lo Pinto, direttore dell'Ufficio diocesano per le comunicazione sociali, "il Progetto Policoro, al fine di superare la disoccupazione, il lavoro nero o precario, avvalora la necessità di un radicale cambiamento di mentalità e di cultura che porti il giovane ad attivare le sue potenzialità. Sono questi gli obiettivi e le attese a cui anche la nostra diocesi aspira".

Un principio di lucanità. "Amore per la propria terra, per la storia, per la gente e le tradizioni" sono gli ingredienti di un principio di "lucanità" caro a mons. Francesco Nolè, che ha sottolineato "l'importanza della sinergia, della collaborazione tra gli attori del mondo dell'educazione al lavoro per i giovani di questa terra". Ingredienti capaci "di rendere grande una realtà ricca di valori e di risorse (petrolio, acqua, natura, cultura, storia…), tristemente povera in termini di occupazione, di natalità e segnata dallo spopolamento". "È passato il tempo - ha affermato il vescovo - in cui si cercava e si voleva a tutti i costi il 'posto di lavoro'. Il valore che voi giovani siete chiamati a cogliere è quello dell'importanza del lavoro che struttura la persona e la rende nobile, qualsiasi sia l'ambito in cui l'uomo è chiamato ad esprimersi. Il lavoro - in quanto linguaggio dell'uomo che si relaziona - dice sempre partecipazione ed esternazione della grandezza della dignità dell'uomo chiamato a partecipare all'opera creativa del Creatore". "Ogni attività lavorativa, ogni impiego sono importanti", ha rimarcato il presule, richiamando come sia "dovere che qualifica gli amministratori operare scelte giuste a favore di una cultura nuova del lavoro nella nostra terra". "Ma viene da sé che occorra anche fare tutto quanto è possibile - ha concluso - perché siano valorizzate le individualità e le potenzialità cooperative, perché il riscatto della fascia Sud della Basilicata sia obiettivo concreto che in tanti abbiamo a cuore".

Evangelizzazione, formazione, azione. Nel presentare il Progetto Policoro in diocesi, Agostina Iannibelli ha evidenziato "tre ambiti d'azione". Dapprima "l'evangelizzazione dei giovani per poterli accompagnare a navigare nell'avventura della vita". "A questo proposito - ha spiegato - abbiamo organizzato un incontro interdiocesano con Melfi-Rapolla-Venosa e Acerenza. I giovani di tre diocesi si sono incontrati proprio laddove il Progetto è nato, a Policoro, per vivere e condividere momenti di preghiera, relazione, reciprocità, scambio, confronto e crescita insieme". Poi la "formazione", dalla compilazione del curriculum vitae a "momenti dedicati alla promozione del Progetto Policoro nei luoghi informali frequentati dai giovani: bar, palestre o durante giornate organizzate dalla Pastorale giovanile". Infine la proposta di un "gesto concreto", ovvero "la concretizzazione di un'idea, di un progetto imprenditoriale che dia la possibilità a un gruppo di giovani di crearsi un posto di lavoro contribuendo così allo sviluppo del territorio". "Occorre investire nell'intelligenza e nel cuore delle persone", diceva don Mario Operti, ideatore del Progetto, e dunque "è ora di reagire - ha esortato Iannibelli -, di esporci per cambiare la mentalità del posto fisso e creare una nuova cultura del lavoro, per dare una possibilità a questa nostra terra". "La Chiesa, con il progetto Policoro, ha inaugurato un nuovo stile di essere e di agire", ha sottolineato da parte sua Sara Simeone, indicando tre principi cardine: "Dalla centralità degli enti a quella dei giovani"; "dal chi fa da sé al camminare insieme"; "dal possesso del territorio all'appartenenza al territorio".

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